Come strutturare un piano di Disaster Recovery efficiente
Pianificare per l’imprevisto tecnologico
Nessun sistema informatico è immune da guasti hardware, allagamenti, incendi o attacchi ransomware. Quando un evento distruttivo colpisce un’azienda sprovvista di un piano di ripristino formale, i tempi di inattività si protraggono per giorni, causando perdite finanziarie devastanti e minando la fiducia dei clienti.
Le metriche fondamentali: RPO ed RTO
Un piano di Disaster Recovery (DR) solido definisce preventivamente le procedure e gli strumenti tecnologici necessari per far ripartire i servizi aziendali, basandosi su due parametri essenziali:
- RPO (Recovery Point Objective): indica la quantità massima di dati che l’azienda può permettersi di perdere (ad esempio, le ultime 4 ore di transazioni inserite).
- RTO (Recovery Time Objective): indica il tempo massimo tollerabile per il ripristino del funzionamento delle applicazioni (ad esempio, il riavvio del gestionale entro un’ora dal blocco).
Grazie alla replica automatica dei dati in cloud geograficamente separati e alla configurazione di server virtuali di failover pronti a subentrare, le aziende moderne possono garantire una continuità operativa straordinaria con tempi di ripristino ridotti a pochi minuti.
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